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Cantina

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Ecco quel’è la nostra filosofia! Entriamo in cantina de La Rotonda Franciacorta…

Soltanto attraverso ottime uve si può creare un vino che arrivi magicamente a tutti i sensi, lasciando un piacere persistente quasi mistico. Pertanto le uve, precedentemente selezionate da ogni singolo terreno di nostra proprietà circostante l’azienda, una volta arrivate in cantina vengono pressate tutte separatamente e a basse pressioni, così da mantenere inalterata e anzi accentuare ogni singola caratteristica del terreno di provenienza.

I singoli mosti ottenuti vengono così trasferiti separatamente, in cisterne in acciaio con temperatura controllata a 16-17 gradi o in barriques di legno francese dove, una volta aggiunti lieviti altamente selezionati dalla nostra ventennale esperienza, si ha il vero e proprio processo creativo delle basi in fermentazione: gli zuccheri naturali presenti in ogni singolo acino d’uva, danno vita alla trasformazione in alcol e profumi tipici del metodo classico.

Una volta ottenute le singole basi, vengono lasciate riposare fino al momento del tiraggio, che si verificherà ad inizio anno successivo dove verranno create le differenti cuvée in base al prodotto di destinazione, miscelando per l’appunto le singole creazioni precedenti in varie percentuali.

Ha inizio il processo di TIRAGGIO, dove alle cuvée vengono aggiunte delle precise quantità di zuccheri e lieviti per far sì che, dopo essere state prelevate dalle cisterne ed immesse nelle bottiglie, avvenga il processo di rifermentazione secondaria che darà vita al classico Perlage fine e strutturato dei Franciacorta.

I vini rimangono all’interno della nostra cantina creata al di sotto delle viscere collinari in cataste, ad una temperatura stabile tutto l’anno, per i tempi necessari a permettere l’evoluzione nella tipologia finale di Franciacorta.

Raggiunti i tempi d’invecchiamento idonei (che nel nostro caso vanno da un minimo di 30 ad un massimo di 70 mesi), le singole bottiglie vengono prese e messe “in punta” (ossia col tappo a corona rivolto verso il basso) per permettere alle particelle di lievito ormai esausto, di precipitare lentamente sul fondo attraverso il processo denominato REMUAGE: questo consiste nel girare le bottiglie di circa un quarto di giro su se stesse ogni giorno e, al termine di ogni giro completo, nell’inclinazione della bottiglia. In questo modo i lieviti sospesi, in circa 10 giorni, cadono, in una sorta di danza circolare ad imbuto, accarezzando dolcemente ogni punto delle pareti interne della bottiglia e pulendola alla perfezione; una volta depositati all’interno della bidule situata nel tappo a corona si ha un vino completamente cristallino e pronto per l’ultima fase di lavorazione, il DEGORGEMENT.

Il dégorgement o sboccatura si può definire come l’ultima tappa dove i Franciacorta fino a questo momento completamente “NATURE” (ossia senza la presenza di zuccheri) vengono presi e sboccati.

Viene prima di tutto presa dolcemente la bottiglia precedentemente messa “in punta”, e sempre tenuta in questa posizione collocata in un macchinario che ne ghiaccia circa gli ultimi 4-5 cm, dove sono presenti le particelle depositate di lievito che, ghiacciate, faranno sì che si possa maneggiare in tutta tranquillità la bottiglia evitandone il rimescolamento.

Una volta disposte le bottiglie (questa volta col tappo rivolto verso l’alto) sul macchinario, viene eliminata la parte ghiacciata di vino e rimpiazzata con “la liqueur d’expedition”, una miscela costituita da vino, zucchero e solforosa (un conservante naturale che consente il mantenimento delle caratteristiche organolettiche del vino nel corso della sua evoluzione).

La nostra filosofia è quella di non creare liqueur d’expedition troppo invasive o zuccherine: è in questo modo che riusciamo a non alterare la vera essenza dei nostri prodotti, riuscendo così a mantenere un filo conduttore il più diretto possibile con i nostri vigneti.

Cerchiamo sempre di trovare la massima espressione dei nostri prodotti attraverso una ricerca che non sia frettolosa, ma  dettata dalla pazienza, e nel completo rispetto dei cicli donati spontaneamente dalla natura.

Solo in questo modo si può ambire alla creazione di prodotti che racchiudano ed esprimano la vera essenza del terreno e dell’ambiente in cui si sono sviluppate le uve che li formano.

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